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Cosa sono le Google web stories

Cosa sono le Google web stories e come crearle? Tra le indicazioni di Google e alcune case history, ecco come creare stories sul web.

Nate con Snapchat, è con Instagram che hanno avuto particolarmente successo. Parliamo delle stories che ormai tutti conoscono e amano.
Le Google web stories nascono con lo stesso principio, solo che stavolta non è un social a portarle alle luci della ribalta, ma Google stesso che le ha annunciate nella scorsa estate.

O meglio: esistevano già le AMP stories, ma durante la bella stagione Big G. ha deciso di presentare questa novità/evoluzione.

Vediamo nel dettaglio cosa sono, quali sono le caratteristiche, come si creano, perché chi scrive in ottica SEO deve considerarle e alcune case history italiane e non solo.

Cosa sono le Google web stories

In realtà non sono altro che contenuti web in formato verticale che vengono diffusi tramite siti e magazine. Una definizione, a ogni modo, possiamo prenderla in prestito dal sito di Google dedicato ai developers che dice:

Sono un popolare formato che unisce video, audio, immagini, animazione e testo per crearne un’esperienza di consumo dinamico. Questo formato visivo consente di esplorare i contenuti al proprio ritmo toccandoli e scorrendoli.


Da questa definizione capiamo 3 cose tra tutte sulle Google web stories. La prima è che si tratta di un contenuto multimediale che mette insieme più formati. Si basano poi sul racconto e il coinvolgimento diretto dell’utente che deve poter skippare da una storia all’altra; sono contenuti dinamici che riescono a creare un flusso narrativo tale che chi le consuma vuole passare all’episodio successivo.

Sì, se ti sembra che somiglino molto a quelle che vedi in loop su Instagram non hai tutti i torti, ma Google è pur sempre Google e delle differenze ci sono, eccome.

Caratteristiche delle Google web stories


Le Google web stories, come accennato, sono in formato verticale perché le stories per definizione si fruiscono dallo smartphone in modo da garantire un’esperienza che sia il più immersiva possibile.

Suggerimenti su come crearle? Per Google il testo che le accompagna deve essere di minimo 24 battute, spazi inclusi, massimo 200 e ogni web story deve avere tra le 4 e le 30 pagine.

A differenza delle stories sui social media, queste di Google hanno un proprio URL che consente di farsi trovare sul motore di ricerca, su Google Discover oltre che di essere condivise al di fuori del contenitore in cui si trovano. Cosa che non si può fare con le stories sui social che restano chiuse nel loro ambiente

Inoltre, non hanno una scadenza

Ossia durano più delle 24 ore previste su Instagram o Twitter per esempio. Pertanto, lavorare sui propri contenuti in ottica SEO può essere un modo perché le tue web stories vengano trovate. Perché questo avvenga, però, è necessario “rispettare” delle norme che Google indica sul sito dei developers.

Tra queste, c’è per esempio il fatto che le stories prive di un tema o di una struttura narrativa non vengono mostrate né nei risultati di ricerca né in Google Discover.

Altri motivi per cui si può essere penalizzati è il fatto di usare risorse di scarsa qualità, ossia video e immagini sgranate, così come stories incomplete per le quali, cioè, l’utente deve cliccare altrove per avere completezza di informazioni.

Ogni story invece dovrebbe prevedere una call to action finale o anche durante le varie pagine. Tra i motivi per cui utilizzarle infatti, oltre a quello di offrire un contenuto più visivo e di attrarre un pubblico più giovane, c’è sempre quello di portare traffico a una pagina specifica del sito o a una landing page.

Perché puntare sulle web stories di Google?

Stando a quanto dice Google, le web stories aumentano il traffico verso il sito (grazie al fatto di essere trovate sul motore di ricerca) e verso determinate pagine. Inoltre, grazie al loro formato visual favoriscono il tempo di permanenza nel sito.

In più, offrono un tipo diverso di contenuto che, poi, nulla toglie possa essere accompagnato da un testo di approfondimento.

Il plugin per creare le Google Web Stories

Per chi usa WordPress, esiste il plugin Web Stories ufficiale che, stando a quello che si legge, ha varie funzionalità.

Tra queste una dashboard che consente di navigare facilmente nel processo di creazione della storia e modelli di pagina che permettono di avviare il processo di creazione in modo rapido.

Hai anche accesso alla libreria multimediale di WordPress, in modo da acquisire le risorse multimediali direttamente dalla dashboard del plug-in. Ci sono colori personalizzabili e preimpostazioni dello stile del testo, per adattare facilmente lo stile alle esigenze.

Da leggere: differenza tra comunicato stampa e articolo

Case history: Eni e Vice

In Italia non sono ancora in molti a usarli e le stesse Google web stories nel nostro Paese non hanno tutte le funzionalità presenti per esempio negli Stati Uniti.

C’è comunque chi come Eni che, da vera e propria media company, sta testando – e con successo – le Google web stories. Hanno una pagina dedicata, Eni Stories, appunto, e trattano vari argomenti che sono cari all’azienda fondata da Enrico Mattei.

Si possono trovare web stories che sono una sorta di how to e spiegano come riciclare la plastica all’infinito o anche stories legate più al brand che raccontano i successi del Datalab. In ogni caso, la story è creata con un’alternanza di video, testo e immagini.

Google web stories
Esempi di Google web stories.

Molto belle, poi, le stories di Vices che hanno carattere giornalistico, ma vanno oltre la scrittura giornalistica.

In questa story dedicata a delle icone dello street food, il giornale americano racconta come due sorelle kenyane siano riuscite a creare dei burger gourmet molto apprezzati partendo da Nairobi.

Alle Google web stories, io e Riccardo Esposito abbiamo dedicato uno dei nostri webinar della serie #scriverperinformare, per vederlo non ti resta che iscriverti al gruppo su Facebook.